Press: Schubert / Mozart                                

01/02/2008

MUSICA - Premio 5 stelle (Italiano)

Delizioso. Fraseggio parlante, dinamiche cesellate con grazia, una sottile sensualità. Ma anche una rassegnazione appena scossa da repentini sussulti. L’avventura della nuova etichetta discografica delle sorelle Katia e Marielle Labèque continua con un CD dedicato a Schubert e Mozart. In primo piano l’umbratile Fantasia in Fa minore di Schubert e la frizzante Sonata per due pianoforti in Re maggiore di Mozart, con il grazioso Andantino varié schubertiano a fare da intermezzo. Immersa nella penombra ed inquieta la Fantasia di Schubert. Grazioso e delicatissimo l’Andantino, una piccola perla da salotto suonata tutta in punta di dita. Traboccante di vita la Sonata di Mozart. Alle radici di questa versatilità c’è un affiatamento raro, che diventa vera e propria complicità, in ogni frase e in ogni nota; si vedano le delizie sonore dell’Andantino varié, cesellato con grazia tutta femminile, come la naturalezza della Sonata di mozartiana, risolta sul piano di una cordialità vivace piuttosto che su quello - più scontato - del semplice virtuosismo. E il movimento centrale della Sonata è una capolavoro per l’eleganza con cui viene tratteggiato un fraseggio velato di lirismo. Altre sono le atmosfere della Fantasia in Fa minore di Schubert. In primo luogo il tema iniziale viene staccato a un tempo decisamente moderato e si dipana tra esitazioni e ripiegamenti, procedendo quasi a singulti, come immerso in un grigiore privo di canto e di malinconia. Questa interpretazione, tutta concentrata sui dettagli, lascia l’intero primo movimento avvolto in una penombra che nemmeno la ripetizione in Fa maggiore del tema principale sembra poter schiarire. Penombra suggestiva, come suggestivo è il tema di fuga, appesantito ed incupito. La stessa atmosfera plumbea - di rassegnazione più che di dramma - avvolge anche il Largo e lo Scherzo, robusto e scuro, e finisce inevitabilmente per soffocare anche l’ultimo movimento, di fatto una ricapitolazione variata del primo. Per un duo solitamente solare e pieno di energia questa duplice rinuncia al lirismo e alla tragedia è una scelta davvero insolita. Solo da apprezzare.

Luca Segalla